Storia del letto

Storia del letto

Accoglie i nostri sogni, ci fa riposare, è  supporto per saltare, giaciglio d’amore e confidente segreto. Il letto ha una lunga storia alle spalle ed è forse il mobile che ha subito le minori trasformazioni nel corso dei secoli.

Un rilievo assiro del VII secolo a. C. (palazzo di Assurbanipal) raffigura il re che banchetta su un letto con i piedi a forma di pigna e un supporto per poggiare il gomito. A proposito di banchetti, fra i Romani era in uso il “letto triclinare“, perché all’epoca era abitudine maschile il banchettare da sdraiati (il triclinio era la stanza dedicata alla consumazione del cibo). Il letto aveva funzioni conviviali anche per i Greci, per i quali fungeva da giaciglio e da seduta.

Anche gli Egizi conoscevano l’uso del letto, come risulta da testimonianze pittoriche, dai reperti presenti nella tomba di Tutankhamon e dalle collezioni ospitate in numerosi musei.

In tutti questi casi la costante è l’uso del legno, anche se non mancano materiali come il marmo, l’avorio e successivamente il metallo. In alcuni casi bende di pelle avevano la funzione delle attuali doghe.

Come detto il letto ha subito poche evoluzioni rispetto ad altri tipi di mobilio, la forma rettangolare è pressoché universale (del resto la funzione di contenimento del corpo umano rimane invariata nelle epoche). A cambiare secondo periodi, stili e culture sono le altezze, le decorazioni, gli intarsi, la foggia di gambe e piedi, la testiera.

A parte i letti riccamente decorati di re e faraoni, è con il Medioevo che il letto divenne monumentale, arrivando alla struttura a baldacchino; a quei tempi i ceti abbienti iniziavano a usare i guanciali per dormire. Più tardi, nel Rinascimento, i letti si fecero ancor più fastosi (per i ricchi), arricchendosi di mensole e panche.

Fino al 1865, anno i cui venne inventato il materasso a molle, i materassi erano ripieni di piume (si stima che un materasso medio ne contenesse fino a 18 Kg) ma esistevano pure modelli riempiti con segatura, cotone, alghe, fieno lana e crine. Il materasso più economico era in paglia, materiale raccomandato già a fine Seicento da Thomas Tryon in “The way to health“. L’igiene a quei tempi non era il massimo e soprattutto i materassi in piuma (sostenuti di solito da una rete di corde) erano ricchi di escrementi e contribuivano a rendere i giacigli decisamente insalubri. Si narra che alcuni anni dopo negli Stati Uniti l’aria malsana dei letti fosse la causa del 40% dei decessi totali.

Con il Novecento la produzione industriale introdusse le reti metalliche. Fra la fine degli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta, dalla fabbrica di John Dunlop (famoso per l’invenzione degli pneumatici moderni) esce il primo materasso in lattice di gomma. Negli anni a seguire vennero presentati i primi materassi in poliuretano. È del 1966 l’invenzione del Memory Foam, una tecnologia Made in NASA che in pochissimo tempo rivoluzionò non solo la stabilità dei seggiolini per astronauti (scopo per cui era stata sviluppata l’invenzione) ma anche il mondo della produzione dei materassi. Negli anni Settanta videro la luce i sistemi a doghe.

Poi arriva il 1986 e la famiglia Magni inventa e brevetta il materasso sottovuoto. Il brevetto consentì di limitare le emissioni dannose per il trasporto, abbassare i prezzi e permettere la distribuzione dei materassi sia all’estero, sia nei grandi magazzini. L’invenzione di Giuliano Magni rivoluzionò di fatto il mercato dei materassi, rendendo la personalizzazione letto accessibile a tutti.

Forse non tuti sanno che proprio adesso siamo all’alba di nuova era per il letto, come scoprirlo?
Stay tuned!

 

Photo by Pietro Abbate

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