Sincronizzare gli emisferi per vivere meglio

Sincronizzare gli emisferi per vivere meglio

Per la tradizione era una noce, visto che il gheriglio ha una impressionante somiglianza con il… cervello. Eh sì perché proprio del nostro organo più sofisticato stiamo parlando. La somiglianza con le noci non è banale ma anche strutturale, perché così come il gheriglio si suddivide in 2 parti, anche il cervello è suddivisibile in emisfero destro ed emisfero sinistro.

Se l’emisfero sinistro è quello logico, razionale e analitico, il suo dirimpettaio è quello che scatena la fantasia, la visione d’insieme e la sintesi. I due emisferi, collegati dal “corpo calloso” che viene definito come un’autostrada, generano segnali (frequenze) indipendenti gli uni dagli altri. Grazie alla meditazione, al rilassamento profondo e secondo alcuni ai “battiti binaurali“, i due emisferi riescono a sincronizzarsi con grandi benefici per chi sperimenta questo stato. Anche il sonno ha un ruolo in questa armonizzazione…

 

Cosa è la sincronizzazione emisferica

In realtà non si tratta proprio di una sincronizzazione, concetto che rimanda all’idea di ritmo. Si tratta invece di una condizione in cui il corpo calloso, che come detto collega i due emisferi, accentua la propria attività e fa dialogare al meglio i neuroni che, pur appartenendo a emisferi diversi, si occupano delle medesime funzioni. Questa cosa accade già per i movimenti degli arti perché l’emisfero destro comanda la parte sinistra del corpo e viceversa, ed è intuibile come sia necessario che tutti i neuroni interessati siano coordinati.

 

I benefici della sincronizzazione emisferica

Prestazioni mentali migliori, visione più chiara del mondo, slanci creativi, una sensazione di piacere e tanto, tanto benessere. Queste sarebbero le conseguenze di onde cerebrali coerenti, piuttosto che “non sincronizzate”.

 

I battiti binaurali

Se ascoltiamo due suoni diversi, la cui frequenza è inferiore a 1.500 Hz e la cui differenza è inferiore ai 30 Hz, il nostro cervello non è in grado di percepirli in modo separato. Accade quindi che nella mente si percepisce un suono unico che è pari alla differenza fra i due. Facciamo un esempio: se si ascolta la nota Do a 256 Hz con un orecchio e simultaneamente il Sol a 384 Hz con l’altro, il cervello “sentirà” una nota che vibra a 128 Hz. Secondo la teoria dei battiti binaurali, con questa tecnica di ascolto è possibile abbassare le onde cerebrali e favorire la sincronizzazione. Da anni è fiorente in rete un mercato di MP3 binaurali da ascoltare per vivere meglio.

 

Sonno e sincronizzazione emisferica

Quando c’è prevalenza di un emisfero, che è dominante sull’altro, possono esserci grossi problemi di sonno. Il sonno però, quando induce onde cerebrali delta, favorirebbe la sincronizzazione. Ancora una volta un buon materasso diventa elemento necessario per vivere meglio.

 

PS: nel Millecinquecento, Paracelso, il padre della medicina, asseriva che i cibi che assomigliano a un organo producono, se mangiati, un beneficio proprio per quell’organo. A distanza di mezzo millennio i vantaggi delle noci per il sistema nervoso sono confermati dalla scienza. Oltre a dormire su un materasso eccellente, sgranocchiate una bella noce e chissà che il mondo non appaia davvero un po’ meno cattivo 😉

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