Rivalutare lo stress

Rivalutare lo stress

Non tutto lo stress viene per nuocere, specie se si chiama “eustress”.

Derivante dal latino “strictus”, prende il suo significato anche dal francese “estrece”, traducibile con “oppressione”. La parola stress indica, letteralmente, uno sforzo ma l’accezione medica datata 1956 (da una ricerca di Hans Selye) che rimanda al concetto di risposta “problematica” a uno stimolo logorante, doloroso o pericoloso, è di gran lunga quella più comune.

 

Le 3 fasi dello stress

  • allarme – l’organismo si predispone alla difesa attraverso una modificazione biochimica, surrenale, respiratoria, muscolare e sensoriale
  • resistenza – l’organismo fronteggia lo stimolo, la produzione di cortisolo viene prolungata
  • esaurimento – se lo stimolo stressante (detto “stressor”) non cessa, il Sistema Nervoso Centrale non è più in grado di mantenere alte le difese e si verifica un crollo.

L’assetto di difesa è fisiologicamente adatto a non durare a lungo ma a dare risposte immediate a stimoli ritenuti pericolosi o dolorosi. Se questa condizione di allarme e resistenza viene mantenuta a lungo, l’organismo rischia di implodere e si verificano problemi di vario tipo. Per capire meglio: immaginiamo di essere punti da un’ape e di gridare; bene, il grido, può prolungarsi anche per alcuni secondi ma cosa succederebbe se venisse protratto per ore, giorni o mesi? Le corde vocali, il cuore, i polmoni non riuscirebbero a sopportare una sollecitazione di questo tipo, si andrebbe in ipossia e potrebbero sorgere gravi (e in alcuni casi irreversibili) problemi di salute.

 

Distress ed Eustress: una differenza fondamentale

Può capitare che si rimanga in condizione di allarme-difesa anche quando lo stimolo stressante non c’è più. Capita anche che si reagisca con estremo allarme quando in realtà il pericolo è lieve o addirittura insignificante. Si tratta di una condizione di distress, vale a dire di stress negativo che altera in maniera patologica il funzionamento ormonale dell’organismo e che distrugge le difese psicologiche (e immunitarie). Sì, prima o poi succede qualcosa quando si è perennemente in condizione di distress; gli esiti vanno dall’esaurimento nervoso all’esplosione di rabbia o disperazione, a conseguenze invalidanti per le coronarie.

L’eustress è invece quella forma accettabile di stress che permette alle difese psicologiche e immnunitarie di allenarsi e fortificarsi. L’eustress è la giusta quantità di stress che invece di peggiorare la situazione, migliora la vita perché rende più adattabili alle avversità. Cerchiamo anche qui di capire meglio: se ogni giorno dovessimo correre per 40 Km, in poco tempo arriveremmo a crollare; se ogni giorno si fanno 30 minuti di sport, organismo e umore ne giovano e la salute migliora.

 

Come gestire lo stress e trasformarlo in Eustress?

Premesso che nessuno ha la bacchetta magica, è possibile rafforzare le difese e l’allenamento allo stress per rendere la vita migliore ed evitare il più possibile di cadere nelle condizioni che danno origine al distress:

  • conoscenza
    sapere come funziona lo stress, essere consapevoli che sotto stress le capacità di giudizio sono un po’ annebbiate, imparare a riconoscere i segnali del distress, è sicuramente importante per non “ammalarsi”
  • occasioni di “scarico”
    lo stress si accumula come si accumula la forza di un arco quando la corda viene tirata; per evitare che a un certo punto la freccia venga scagliata, è necessario trovare momenti di sfogo durante la giornata. Sport, risate, meditazione, passeggiate, videogames, ognuno può trovare il proprio momento di scarico
  • regole comportamentali
    il cellulare di lavoro non si porta a casa, al sabato e alla domenica non si guardano le email dell’ufficio, a tavola non si parla di lavoro; darsi delle regole che confinano lo stress fuori dalla propria vita familiare e sociale è un importantissimo step verso la sana gestione dello stress, perché la condizione di distress tende a essere pervasiva e a fagocitare tutto (ci sono persone talmente abituate allo stress intenso che pare non riescano a vivere senza…)
  • dedicarsi al riposo
    non solo dormire ma dormire bene, non basta crollare sul divano alle 2 di notte mentre si ingurgitano patatine fritte, è fondamentale imparare a riposare bene, sia mettendo mano ai dispositivi del sonno (cuscino, materasso), sia imparando a indurre il sonno attraverso tecniche di respiro, visualizzazione e relax muscolare
  • il respiro come chiave di tutto
    lo stress cambia il modo di respirare; in situazioni d forte stress il respiro è corto, il diaframma è irrigidito e l’ossigenazione è parziale. Questo schema respiratorio ha una funzione importante di fronte al pericolo ma se si è sempre sotto stress può capitare che diventi la modalità abituale di respirazione. Alcune persone, addirittura, respirano trattenendo il fiato prima di respirare. Re-imparare a respirare attivando il diaframma consente sia l’ossigenazione completa, sia il rilassamento di tutta la muscolatura, consentendo uno scarico emotivo altrimenti impossibile.

 

Se si vuole affrontare di petto lo stress e vincere, una delle migliori armi è lo Yoga. Per farlo però è importante stare comodi, per questo prima di darsi alla pratica di quello che è da considerarsi il più grande nemico dello stress, è importante avere a disposizione un tappetino che ne renda la pratica un vero piacere.

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