Rieducare l’udito per rilassarsi meglio

Rieducare l’udito per rilassarsi meglio

Forse non tutti se ne rendono conto ma uno dei sensi che usiamo meno (e peggio) è l’udito. Viviamo sommersi da rumori, ronzii, battimenti spesso insopportabili e finiamo per avere un ascolto selettivo, il nostro apparato uditivo e percettivo tende quindi a selezionare il range di frequenze che vengono portate alla soglia dell’attenzione.

Al momento di ascoltare quella pioggia di meraviglie che per l’orecchio è la musica, finiamo per ascoltarne versioni impoverite, come i file in formato mp3.

Tutto ciò si traduce in un ottundimento che finisce per avere conseguenze, anche serie, sulla qualità della vita, relax compreso.

A partire dal superamento delle difficoltà di apprendimento dei bambini per proseguire al contenimento dell’ansia e alla riabilitazione dopo i traumi cranici, avere un apparato uditivo in condizioni ottimali permette di dare una spinta all’uscita da queste situazioni.

Esiste un metodo, il cosiddetto metodo Tomatis, che permette una rieducazione del tono muscolare a livello dell’orecchio, e che consente di riacquisire un udito pressoché perfetto. Con un allenamento mirato all’ascolto, l’orecchio si riabitua a percepire tutto lo spettro di frequenze che è in grado di rilevare. Grazie alla perfetta funzionalità dell’apparato uditivo l’esperienza della vita quotidiana diventa più ricca e soddisfacente; la relazione con gli altri migliora perché migliora la comprensione del linguaggio. Corpo e umore ne beneficiano e anche il sonno ne giova.

 

Con un udito migliore non si rischia di addormentarsi peggio?

La risposta è un secco no, e il motivo è semplice: migliorando il tono dell’apparato muscolare è probabile che ronzii e fischi notturni, comunemente noti con il termine “acufene“, spariscano, lasciando spazio mentale e percettivo per un riposo profondo.

 

Con un udito migliore le relazioni sociali sono più ricche e soddisfacenti

Abbiamo già detto di quanto possa migliorare la qualità della vita se non si hanno difficoltà a comprendere ciò che amici e conoscenti ci dicono, ma c’è un altro aspetto che lega relazioni sociali e udito: il fatto che chi sente meglio si esprime meglio. Usiamo tante sfumature della voce – infatti – tanto quanto è ampio lo spettro sonoro che riusciamo a udire. Con una percezione sonora più completa, saremo in grado di modulare la voce in modo più articolato ed essere persone comunicativamente più abili. Questa capacità migliora, di netto, il rapporto con gli altri.

Se prima di intraprendere qualsiasi percorso terapeutico è sempre necessario consultare uno specialista, resta valido per tutti l’invito a riflettere sulla salute del proprio udito; per farlo in maniera empirica e divertente è possibile provare online con un test o con un generatore di frequenze.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*