Quella forza interiore chiamata visualizzazione

Quella forza interiore chiamata visualizzazione

È tutta una questione di atteggiamenti, o meglio di pensieri. Sì, è questo il modo in cui potremmo sintetizzare la forza della visualizzazione.

 

La visualizzazione: che cos’è?

Visualizzare deriva dal latinovisualis che indica qualcosa che riguarda la vista. L’origine del termine riporta a vĭdēre, latino, che a sua volta ha origini sanscrite e indoeuropee. Visualizzare significa percepire con gli occhi. Nel caso della visualizzazione come tecnica di relax e miglioramento della vita, questa visualizzazione assume però il carattere di fatto mentale, il vedere passa quindi attraverso la fantasia. Si tratta di un passo fondamentale perché si passa dalla realtà a una versione ipotetica della realtà stessa; visualizzare è un po’ come “sognare a occhi aperti”. Questo “sogno” intenzionale è privo della pesantezza immanente del concreto e può essere utile sia per allentare la tensione di qualcosa che si percepisce come immutabile (e che in qualche maniera si subisce), sia per fondare un nuovo futuro per la propria vita.
Si può visualizzare un esame, un colloquio di lavoro, una prestazione sportiva, un obiettivo di vita… La visualizzazione genera una realtà soggettiva e soprattutto ha effetti fisici e biologici, cambia cioè il corpo e “setta” la mente in una modalità nuova. L’effetto concreto della mente sul corpo è noto anche come effetto “placebo”, e siamo sicuri che questa parola è familiare a molti.

 

Perché la visualizzazione funziona?

Basterebbe chiederlo alle migliaia di atleti professionisti che la sfruttano in tutto il mondo per i propri record, ai top manager che la usano nel loro business o alle innumerevole persone che in ogni parte del mondo hanno cambiato in meglio la propria vita grazie alle tecniche di visualizzazione.
Max Planck diceva di considerare la coscienza come fondamentale, e la materia come “un derivato della coscienza”, David Bohm asseriva che “a un livello molto profondo la materia e la coscienza sono completamente inseparabili e interconnesse, proprio come in un videogame il giocatore e lo schermo sono uniti dalla partecipazione in un processo comune. In questa visione, la mente e la materia sono due aspetti di un unico tutto e non sono più separabili di quanto non lo siano la forma e il contenuto”. Senza entrare in dispute fra scienza, parascienza e filosofia, il punto fondamentale è che la coscienza e l’intenzione “creano” la realtà. Per capirlo basti pensare all’atteggiamento di chi vede il bicchiere mezzo pieno e di chi, invece, lo vede sempre mezzo vuoto. Nel primo caso la percezione della realtà è ottimistica, il benessere percepito è migliore e le opportunità si aprono perché l’approccio permette l’apertura; nel secondo caso c’è frustrazione e qualsiasi cosa accada verrà interpretata come conferma di una visione catastrofica, inutile dire che in queste condizioni le opportunità non possono essere colte.
Cervello e sistema nervoso si comportano allo stesso modo di fronte a un’esperienza vera e a un’esperienza immaginata. In questo modo si può creare la propria realtà, o quantomeno le condizioni per poterla – almeno in parte – realizzare.
Una delle applicazioni studiate della visualizzazione, è la sua capacità di facilitare il cosiddetto “problem solving”.

 

La forza della mente: 2 esempi vincenti

Jack Nicklaus è un golfista leggendario ed è famoso sia per le vittorie sia per l’uso sistematico della visualizzazione. Nicklaus ha sempre affermato che prima di ogni singolo colpo, la sua mente era impegnata nel visualizzarne forza, traiettoria ed esiti.
Uno degli esperimenti più clamorosi che conferma la forza del cosiddetto effetto placebo è pubblicato su The New England Journal of Mecicine a firma di J. Bruce Moseley. Su 180 pazienti affetti da problemi  di artrosi al ginocchio, 120 furono trattati con procedure artroscopiche (60 con il “lavaggio” e 60 con il “débridement”), mentre a 60 furono praticate semplici incisioni cutanee, ricucite chirurgicamente, ma fu detto loro di essere stati operati. A 24 mesi di distanza i soggetti che avevano subito la finta operazione chirurgica avevano gli stesi benefici di coloro che erano stati trattati con reali procedure artroscopiche, sia per livelli di dolore, sia per recuperata mobilità.

 

Impara a visualizzare: piccoli esercizi

Eccoci al punto: come fare per visualizzare? Cosa visualizzare?
C’è da capire, come prima cosa, che la visualizzazione per essere efficace deve comprendere tutti i sensi, non basta immaginare con la sola vista, è necessario cogliere sensazioni tattili, olfattive, sonore, di gusto.
Adesso immaginati a letto, magari su un fantastico materasso Magniflex, e prima che la tua vocina interiore inizi a parlare e a farti agitare chiudi gli occhi e…

  • immaginati in una situazione di relax, magari nel bel mezzo di un bagno termale, senti la temperatura, senti lo scorrere dell’acqua sul tuo corpo, ascoltane il suono, annusa i vapori…
  • pensa all’obiettivo che vuoi raggiungere, ipotizziamo:  la forza di chiedere al tuo capo un aumento di stipendio
  • immaginati mentre vai nel suo ufficio, senti l’odore del corridoio, il rumore dei tuoi passi, il ronzio del distributore automatico di sandwich, guarda i quadri alle pareti
    • impugna la maniglia, sentine la consistenza, affronta la forza che oppone al tuo gesto di apertura
    • apri la porta, guarda il tuo capo negli occhi, immagina il tuo corpo che tiene la testa alta, parla, ascolta le tue parole, ascolta quelle del capo, senti lo schienale della sedia
    • prosegui la scena in modo che tu ottenga ciò che desideri ottenere…
  • torna nel presente e cambia scena, immagina di avere già ottenuto l’aumento e mantieni fino al sonno la soddisfazione per questa conquista.

Prova a ripetere per qualche giorno questa procedura oppure adattala ai tuoi obiettivi (essere meno stressati, vincere una partita, sbloccare la creatività, sentire meno dolore, dimagrire). Siamo certi che trarrai grande vantaggio dalla visualizzazione.

In ogni caso riuscirai a dormire meglio e questa sarà già una grande vittoria!

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