Ore di sonno e successo: short o long sleeping?

Ore di sonno e successo: short o long sleeping?

Sappiamo che il bisogno di sonno quotidiano varia con l’età: dai 18 ai 64 anni si dovrebbe dormire dalle 7 alle 9 ore a notte, non meno di 6 e non più di 11 mentre dai 65 anni in poi, invece, occorre dormire 7 o 8 ore a notte e mai meno di 5. I neonati possono “ronfare” fino a 14 ore al giorno.

C’è una relazione fra sono e successo? Cerchiamo di capirlo.

 

Short sleepers famosi

La storia ci tramanda esempi di illustri personaggi che per tutta la loro esistenza hanno fatto a meno di cedere all’abbraccio di Hypno (gli “short sleepers“). Alcuni di essi sono diventati famosi, come Napoleone che secondo alcuni era solito sentenziare: “Agli uomini bastano 4 ore di sonno, alle donne 5, agli imbecilli 6”. Altri celebri dormitori brevi furono Benjamin Franklin, Nikola Tesla, Thomas Edison, Margareth Thatcher.

La propaganda fascista rappresentava un Mussolini che non trascorreva più di cinque ore a letto e che nei momenti di emergenza era in grado di lavorare notte dopo notte senza concedersi neppure una pausa. In questo caso la storia differisce e in realtà il Duce nove ore di sonno a notte se le godeva tutte.

Il sonno polifasico

Winston Churchill dormiva diverse volte durante la giornata, si riposava quattro ore a notte ma a mezzodì si concedeva un pisolino di 90 minuti e in totale arrivava a 7 ore di sonno. Il dormire “a tratti” è una tecnica detta “sonno polifasico“. Ci sono diversi modelli di sonno polifasico, il ciclo Uberman ad esempio, che prevede riposini di mezz’ora ogni 4 ore, o il ciclo Everyman, che consiglia invece un riposo più lungo. Diversi esperti però sconsigliano…

Si narra che Leonardo da Vinci dormisse per un totale di 2 ore al giorno, in piccoli sonni da 20 minuti ogni 4 ore: il cosiddetto “microsonno” (micronapping).

 

Il gene DEC2

Come abbiamo già avuto modo di dire “alcuni individui, fra coloro che sono molto intelligenti, dormono meno degli altri” ma pensare di ridurre il sonno per aumentare le performance è quanto di più sbagliato si possa fare. Alcune persone presentano una variazione del gene DEC2 che “accorcia” le ore di sonno necessarie. Si tratta comunque di eccezioni.

 

I long sleepers famosi

Mariah Carey dichiara di aver bisogno di ben 15 ore di sonno a notte, Heidi Klum è nel regno dei sogni per 10 ore al giorno, il tennista Federer fra le 11 e le 12 ore. Come si vede anche i “long sleepers” sono persone di successo e fra l’altro (lo rivela uno studio francese del 1980) hanno bisogno di dormire meno per recuperare una notte in bianco (gli short sleepers devono allungare il sonno del 33% mentre i long sleepers del 5%).

La dimensione individuale del riposo (e del successo!)

Che siate o meno dormiglioni, l’importante è trovare la propria dimensione del riposo, fatto questo, il successo non potrà che arridervi!

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