Odori e sonno: sniffar dormendo

Odori e sonno: sniffar dormendo

Durante il sonno il naso non dorme e “sente” gli odori. Anche il cervello, tutt’altro che in stand-by, li riconosce a tal punto da svegliarci nel caso in cui l’olezzo sia particolarmente sgradevole.

Dormendo il sistema olfattivo è così sveglio che il naso, quando percepisce un odore, modifica il ritmo del respiro per “sniffare” e decidere se si tratti di un odore piacevole o meno. In questo secondo caso, se la sgradevolezza è forte, è possibile che ci si svegli (attraverso il nervo trigemino gli odori cattivi generano sensazioni equiparabili al dolore, che destano chi sta dormendo).

Fra i vari sensi, l’olfatto è forse il più importante per la memoria. Si tratta di un dato sperimentato da moltissime persone, quando, al contatto con un profumo familiare non sentito da anni, si scatenano ricordi così forti da sembrare “concreti”.

Alcuni neuroscienziati hanno sperimentato una metodica per diminuire l’entità della paura legata ai ricordi dolorosi, che si sviluppa proprio attraverso particolari stimolazioni olfattive durante il sonno. Non solo, essendo il sonno un grande alleato della memoria (che si affina durante le fasi più profonde dell’addormentamento) ecco che è proprio la memoria a sancire il rapporto inscindibile fra sonno e odori.

Curiosità: sapete che circa il 10% della popolazione è formata da “intolleranti agli odori”? Si tratta di persone che non sopportano aromi e profumi che gli altri spesso ignorano. Il motivo? Le loro aree cerebrali legate all’olfatto non smettono mai di funzionare al massimo. Insomma, per queste persone servirebbe un bel materasso per l’odorato!

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