Meglio al buio o con un po’ di luce?

Meglio al buio o con un po’ di luce?

E voi cosa preferite? Luce, penombra oppure oscurità?

Quando il letto, da supporto per i sogni, diventa alcova, cambiano prospettive ed esigenze. È per questo che tutto ciò che riguarda la camera, dall’arredamento al materasso, va scelto con cura, avendo ben presente che ogni oggetto diventa parte della propria intimità.

Quando due partner si incontrano sotto le lenzuola c’è l’unione di due universi ma anche lo scontro fra sensibilità, timori, ansie e abitudini. La luce, accesa o spenta, diventa spesso il simbolo di questo scontro.

Il rapporto fra luce e desiderio – in ogni caso – è fisiologico: nelle stagioni luminose, il testosterone aumenta e cresce di conseguenza l’appetito sessuale. A confermarlo una serie di test clinici.

Secondo diverse ricerche (ma anche secondo l’esperienza di molte persone), i maschi preferiscono la luce “on” mentre le femmine prediligono il buio. In base agli studi la preferenza delle donne per l’oscurità sarebbe da far risalire a una insicurezza latente, una strisciante paura di non essere abbastanza belle. Il timore di farsi vedere è legato anche a quella forma di vulnerabilità che è tipica dell’amore: l’abbandono.

Luce rigorosamente accesa per godere ogni attimo anche con lo sguardo, invece, per i maschi, in perenne ricerca di conferme per la propria virilità.

Due mondi inconciliabili? Sì, o almeno in apparenza. In realtà è possibile un avvicinamento “gustoso” per tutti. Ecco cosa è possibile fare…

Innanzitutto la qualità della luce: lampade o illuminazione da ospedale non favoriscono il coinvolgimento. Un’illuminazione soffusa, come quella di una candela, scalda l’ambiente e permette quel vedo-non-vedo in grado di far fronte sia alle esigenze di oscurità, sia di luce. Divertendosi ad allestire la luce si può stimolare la fantasia predisponendo giochi di ombre, in modo da non avere un’illuminazione “a giorno” ma lasciando alla proiezione dei corpi sulle pareti tutta la suggestione del guardare.

Poi la preparazione: se l’incontro fra le lenzuola si trasforma in una sessione ginnica, senza una narrazione, senza un minimo di romanticismo, la temperatura erotica troverà difficoltà a salire, rischiando di trasformare un momento piacevole in un testa a testa senza scambio di intimità. Curare il prima, valorizzare il dopo, non focalizzandosi solo sul “durante”, aiuta il dialogo e permette di avvicinare le posizioni. Nella preferenza per il sesso al buio o con la luce accesa, ci sono i timori di non piacere o di non essere all’altezza, quando due partner iniziano ad amarsi fuori dal letto, coccolandosi e rassicurandosi, tutto è più facile; per questo ciò che avviene prima di entrare in camera è fondamentale.

L’alternanza (un po’ con la luce, un po’ con il buio), cercata e vissuta come arricchimento giocoso, è un modo per trovarsi a metà strada, dando soddisfazione alle esigenze di ognuno.

Se infine, il rischio è la routine, inserire la luce in un’’abitudine di buio, o l’oscurità in una prassi di illuminazione, può essere un vero e proprio peperoncino piccante per la coppia.

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