Limitiamo la semplicità!

Limitiamo la semplicità!

Chi sta leggendo queste righe sta usando un computer o molto più probabilmente uno smartphone. È arrivato a questa pagina attraverso una ricerca su Google o cliccando un link sui social network. Gli argomenti di cui parla SlowSleep sono particolari e fino a qualche anno fa per trovare informazioni attendibili sarebbe stato necessario passare pomeriggi in biblioteca.

Bene, non c’è dubbio alcuno: il web ci ha semplificato la vita. Di più: l’elettronica ci ha semplificato la vita. Ancora di più: il cosiddetto “Internet delle cose” ci semplificherà in maniera incredibile la vita.

 

La semplicità e il riposo

Tradizionalmente l’eccesso di ragionamenti è associato all’ipervigilanza: chi pensa troppo rischia di farsi troppi problemi, troppe elucubrazioni e quando alla sera la luce si spegne… continua a ragionare, va in loop e non riesce a prendere sonno. Il cuore semplice, invece, che si agita solo per i problemi reali, va a dormire in perfetta leggerezza e prende sonno con facilità. Eppure esiste un livello minimo di complicatezza non solo utile ma addirittura necessario per vivere – e riposare – bene.

 

Idiocracy?

Wikipedia descrive la trama del film Idiocracy con queste parole: “a causa della maggiore prolificità delle persone stupide, il livello di intelligenza medio raggiunge livelli talmente bassi da mettere a rischio la sopravvivenza del genere umano”. Ok, adesso facciamo una pausa. Un respiro. E… se stessimo diventando un po’ troppo stupidi? Se l’iperfacilitazione che l’elettronica e il web ci donano avesse un “lato B” un po’ pericoloso per la nostra intelligenza?

 

Il giusto tasso di complessità

Senza prove, senza complessità, senza difficoltà e senza il tempo che serve per risolvere le questioni complicate siamo destinati a instupidirci e – anche se non lo sospettiamo – a riposare male. Gli anglosassoni chiamano “flusso” quel giusto grado di tensione che sta fra emozione, sfida, pericolo e creatività. Essere nel flusso significa crescere e godere di ciò che si sta facendo. Il flusso è la dimensione ideale in cui dovremmo vivere, una sorta di “allenamento” che ci permette di essere sempre migliori impiegando una fatica proporzionale a quanto possiamo, effettivamente, dissipare energia.  È necessario, probabilmente, riprendere in mano un po’ di complessità, abituati come siamo all’eccesso di semplificazione dovuto all’elettronica. Non sappiamo più cosa significhi vagare fra un negozio e l’altro per cercare un prodotto, non sappiamo più cosa significhi orientarsi in un dedalo di strade memorizzando il luogo, non siamo più abituati a cercare informazioni leggendo in maniera analitica; ci sono facoltà che stiamo perdendo perché la vita non ci presenta più determinate sfide. Questo ci rende un po’ meno intelligenti ma il cervello è fatto per affrontare nuove sfide ogni giorno e se non lo “alleniamo” tutto funziona peggio, dinamica del sonno compresa.

 

Un cervello più attivo fa dormire meglio?

Sì, probabilmente sì. Almeno è questo ciò che si può intuire da alcuni studi che indicherebbero la quantità di “fusi” (spindles) nel sonno durante la fase che introduce il sonno profondo come fattore legato all’intelligenza cognitiva che risolve problemi. I “fusi” sono scariche elettriche del cervello che si possono rilevare con l’encefalogramma. Una fase di sonno leggero con abbondanza di fusi, prelude probabilmente a un sonno profondo più soddisfacente.

 

Limitiamo la semplicità per una vita più equilibrata e un riposo più profondo

Godere delle innovazioni, avere la vita facile grazie a smartphone, ecommerce e siti web è quasi indispensabile. Non è detto però che si tratti di qualcosa a cui non si può rinunciare. Ecco una lista di comportamenti che dovremmo adottare almeno una volta a settimana per far allenare la cosiddetta intelligenza fluida e riequilibrare le funzioni del nostro cervello (altrimenti esautorate dall’automazione e dalla frammentarietà del clic ossessivo):

  • orientarsi senza smartphone in una zona della città o del posto in cui si vive che conosciamo poco
  • leggere almeno 4 articoli su giornali cartacei prima di esprimersi su un argomento
  • praticare 30 minuti di relax in assoluto silenzio e con lo smartphone spento (eh no, non va bene la modalità “aereo”, serve che si spenga ogni dispositivo)
  • fare piccoli lavoretti manuali
  • completare un rompicapo
  • darsi un obiettivo per la settimana successiva a fare di tutto per conseguirlo.

Un buon esercizio per riprendere contatto (e padronanza) con sé stessi è quello di ascoltare il respiro una volta sdraiati sul letto, prima di dormire. Qualità ed efficacia dell’esercizio crescono esponenzialmente quando il corpo si adagia su un Magniflex.

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