Ipnopedia: apprendere (forse) durante il sonno

Ipnopedia: apprendere (forse) durante il sonno

Nella storia di ognuno si ricorda almeno un professore o una professoressa che (sia detto con tutto il rispetto che è dovuto al corpo docente) faceva addormentare… Lezioni durante le quali non si riusciva proprio a tener gli occhi aperti.

E poi? Di corsa a chiedere gli appunti a qualcuno oppure… ipnopedia?

L’ipnopedia è proprio l’apprendere durante il sonno, anzi: “l’istruzione nel sonno“, vale a dire la possibilità di memorizzare concetti mentre si sta dormendo. Come sappiamo l’udito rimane attivo durante il sonno, tanto che a volte può capitare di integrare nei sogni i rumori della stanza, come quello della sveglia. Ecco quindi che ascoltare parole durante il sonno porterebbe a una qualche forma di memorizzazione.

L’ipnopedia deve a sua popolarità ad Aldous Huxley, grande romanziere che ne “Il mondo nuovo” la rese protagonista quale tecnica  usata dai governanti per condizionare il mondo. Già all’epoca (il romanzo è del 1932) Huxley la definiva “la massima forza moralizzatrice e socializzatrice che sia mai esistita”, precisando come non fosse adatta per apprendere concetti o sviluppare abilità quanto per memorizzare, familiarizzare, associare sensazioni a determinate parole.

L’ipnopedia ha un fondamento scientifico?

Sono numerosi gli studi pubblicati, a partire dagli anni Quaranta, quando Lawrence Leshan effettuò una sperimentazione per condizionare un gruppo di giovani a smettere di mangiarsi le unghie. Se il parere di gran parte degli scienziati è incline al pessimismo, uno studio del 2012 afferma però che è possibile, tramite il modello classico del condizionamento (associare stimoli ad altri stimoli) ottenere piccole reazioni ipnopediche. L’israeliano Anat Arzi ha associato odori gradevoli o sgradevoli a suoni, verificando che 24 ore dopo, al ripresentarsi del suono, le persone che partecipavano all’esperimento tendevano ad avere risposte olfattive coerenti con gli odori associati.

Sonno, cervello e memoria, al di là della pura ipnopedia, sono oggetto di  indagine da numerosi punti di vista e anche in Italia si collabora a ricerche intriganti come quella sugli effetti del sonno per l’apprendimento motorio. Secondo alcuni l’apprendimento nel sonno si verifica solo durante i brevi periodi di veglia della notte; opinione condivisa è che, anche in presenza di reale ipnopedia, le cose che si memorizzano sono poche, elementari e destinate a essere dimenticate in fretta.

Come provare l’ipnopedia?

Se avete voglia di provare l’ipnopedia, potete semplicemente programmare la riproduzione di un cd parlato, magari un audio-corso di lingue, durante la notte, a volume molto basso. Se il giorno dopo vi rendete conto di conoscere nuove parole in una lingua sconosciuta… Beh, complimenti, l’esperimento è riuscito!

2 Comments On This Topic

  1. […] have already had the opportunity to talk about the phenomenon known as “sleep-learning“, meaning the alleged ability to learn during sleep. Some time ago, however, a group of […]


  2. […] già avuto modo di parlare del fenomeno conosciuto come “ipnopedia”, vale a dire la presunta capacità di apprendere durante il sonno. Qualche tempo fa però un […]


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