Dormendo si cancella la memoria (quel poco che basta)

Dormendo si cancella la memoria (quel poco che basta)

Risale al 2003 la teoria secondo cui il sonno “resetta” il cervello facendo in modo di mantenere solo i fatti significativi; a formularla l’italiana Chiara Cirelli. Durante il sonno, sostenne allora l’attuale docente dell’Università del Wisconsin, accade qualcosa per cui il cervello si pulisce e torna “pronto all’uso”.

Dopo alcuni anni due ricerche, indipendenti l’una dall’altra, dimostrano che dormendo le sinapsi si riducono, permettendo al cervello di avere spazio ed energie per continuare ad apprendere, giorno dopo giorno.

 

Il sonno, fattore comune fra uomo e animali

Non soltanto le persone ma anche gli animali dormono, a testimonianza del fatto che dormire ha una funzione universale nell’evoluzione delle varie specie. Durante un’intervista la professoressa Cirelli ha dichiarato che, pur essendo indifesi mentre si dorme, e quindi vulnerabili, “il sonno è stato promosso dall’evoluzione. Dunque i vantaggi devono essere superiori agli svantaggi. Ma è sempre stato difficile capirli e quantificarli”.

 

Il meccanismo di pulizia del cervello durante il sonno

Mentre si è svegli si “assorbono” informazioni che vengono immagazzinate dal cervello. La conseguenza anatomica è che le sinapsi si rafforzano, si ispessiscono e si moltiplicano. A tutto ciò c’è un limite: quando le informazioni sono troppe il cervello va in overload e si perde lucidità mentale. La natura ha provveduto facendo in modo che con il sonno, il cervello possa sfoltire le sinapsi, tenere i ricordi importanti e prepararsi alle vicende del giorno dopo.

Il sonno quindi non solo cancella i ricordi superflui ma tiene quelli belli, dolci, importanti. Perché non cullarli con un cuscino e un materasso di qualità superiore? 😉

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