Turni di lavoro e gelosia: la notte porta divorzio…

Turni di lavoro e gelosia: la notte porta divorzio…

Lavorare, si sa, può essere la realizzazione di un sogno ma in alcuni casi può essere l’inizio di incubi… matrimoniali.

Avere un lavoro è necessario per potersi mantenere ma quando il mestiere che si fa, lo si svolge con turni di lavoro anche notturni, è necessario fare molta attenzione. Gli studi scientifici dimostrano che questa organizzazione della vita porta con sé una altissima probabilità che si verifichino incomprensioni di coppia, problemi sessuali, litigi con i figli e quella particolare, indicibile ansia che è generata dalla gelosia… Insomma, le coppie tendono a rompersi con maggior frequenza sei si è “turnisti”.

Lo studio in questione è un po’ datato ma anche le ricerche dei giorni nostri ne citano e validano le conclusioni.

Gli effetti si massimizzano quando a lavorare con turnazione sono entrambi i membri della coppia.

Il lavoro su turni che comprendono anche la notte è sostanzialmente “innaturale” perché costringe il corpo a ritmi non fisiologici e a lungo andare può creare anche seri problemi di salute. Un ritmo sonno-veglia non regolare può abbassare i livelli di concentrazione e vigilanza, esponendo al rischio di incidenti sul lavoro e durante i viaggi di ritorno a casa.

Fra i centri che hanno studiato più approfonditamente il problema c’è il Karolinska Institutet di Stoccolma, che nei mesi scorsi ha pubblicato un’indagine che lega definitivamente sonno sregolato e declino cognitivo (nei casi più gravi demenza e malattia di Alzheimer).

Se cambiare tipo di lavoro non è cosa facile, è però auspicabile fare in modo che il sonno, quando c’è, sia il più ristoratore possibile. In questi casi un buon materasso è quasi un elisir di lunga vita. Dormire poco e male è, in ogni caso sempre pericoloso, soprattutto se la situazione rimane irregolare per un periodo molto lungo. In questi casi è bene rivolgersi a un medico o conoscere le basi per una corretta igiene del sonno.

La pagina dedicata al sonno dell’istituto svedese che ha effettuato gli studi citati poco sopra, fra i consigli di rito, suggerisce un espediente per acquietare le menti più ansiose e predisporre il buon sonno: segnare su un taccuino tutte le cose da fare il giorno successivo, in modo da non innescare loop deleteri fatti di preoccupazione e pensieri ossessivi.

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