La Svizzera Pesciatina: scoprire la Toscana in primavera

La Svizzera Pesciatina: scoprire la Toscana in primavera

Quando si è alle porte della primavera la voglia di viaggiare cresce, come anche il desiderio di scoprire terre insolite quali la Svizzera Pesciatina. Si tratta di un territorio dalle antichissime suggestioni paesaggistiche, che deve il suo nome all’intellettuale svizzero Jean Charles Léonard Simonde de Sismondi che, stabilitosi a Pescia ai primi dell’Ottocento, rivide nella bellezza di questi luoghi, tutta l’amena poesia delle valli elvetiche.

La Svizzera Pesciatina, o Valleriana, è un territorio collinare impreziosito da dieci perle, i paesi di Pontito, Stiappa, Castelvecchio, San Quirico, Vellano, Sorana, Aramo, Fibbialla, Medicina e Pietrabuona. I dieci paesi sono noti anche sotto il nome di “dieci castella” perché in ogni borgo c’è un castello.

Come ogni cantone, anche la Svizzera Pesciatina ha il suo capoluogo, Vellano. Di probabili origini liguri, oggi è un paese a vocazione turistica che attira migliaia di visitatori ogni anno. Borgo storico dalla bellezza antica, è stato un importantissimo centro per la lavorazione della pietra serena e per la manifattura dei “corbelli”, vale a dire ceste, gerle e panieri. Una curiosità: i vellanesi non usano la parola “strade”, per loro le vie sono “rughe” che solcano il paese e separano le case.

Questo piccolo angolo incantato è dominato, dall’alto dei suoi 750 metri sul livello del mare, da Pontito, gioiellino a forma di ventaglio completamente in pietra, adorato dal celebre Oliver Sacks. In questo paese tutto è inciso, ogni pietra, anche quelle che lastricano le strade.

Stiappa è qualcosa di unico nel suo genere, si tratta di un paesino di confine fra ducati perennemente il lotta, che al posto di mura difensive ha costruito le sue barriere grazie alle case, disposte nel corso del tempo a cingere il castello, che per questa ragione non è mai stato protetto da una cerchia muraria.

Castelvecchio è il paese più misterioso, per via delle raffigurazioni presenti sulla chiesa che ricordano lo stile Maya e presentano un’immagine che ancora oggi non trova un’interpretazione chiara: una figura maschile (presente su entrambe le facciate) che abbraccia due donne; le teorie si sprecano ma nessuno al momento conosce la verità…

San Quirico è famoso per le piccole case, gli archi in pietra e la torre d’avvistamento a base esagonale. Proprio a marzo c’è la proverbiale sagra di necci, preparati con la farina di castagne maturata nel corso dei mesi invernali.

Noto ai gourmet per il suo straordinario fagiolo, il borgo di Sorana racconta agli occhi dei visitatori tutta la storia dei suoi oltre mille anni di vita e delle mura trecentesche.

Ad Aramo è possibile incappare nei tunnel che la popolazione, in tempo di conflitti fra lucchesi e fiorentini, scavò per mettersi in salvo. All’epoca si trattava di un sistema di vie sotterranee, oggi visibile solo in parte.

Con soli 20 abitanti Fibbialla è un paese realmente a misura d’uomo. È una mèta ambita dagli amanti dell’arte, visto che nella chiesetta si conservano straordinari dipinti seiceteschi. Nonostante sia un borgo piccolo, è al centro del folklore pesciatino, considerando che ancora oggi a Pescia si dice (riferendosi a una persona distratta): “Fai come quelli di Fibbialla, che quando i bui son scappati chiudon la stalla”.

Pietrabuona è stato uno dei centri dell’eccellenza cartaria e oggi ospita il museo dedicato alla carta. I vecchi edifici delle cartiere sono ancora oggi visibili, così come gli antichi macchinari che erano attivi già all’epoca in cui la carta veniva ottenuta dagli stracci.

Da Medicina si gode un panorama unico, a cavallo tra la Val di Forfora e la Val di Torbora. La posizione strategica ispirò i lucchesi che nel 1431 istituirono proprio a Medicina la base-rifugio dell’avventuriero francese Francesco de la Motte, con l’incarico di compiere scorrerie nella Valdinievole dominata dai fiorentini. Nella pieve è conservato un diario che illustra gi avvenimenti del paese dal 1 agosto 1529 alla metà del secolo scorso.

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