Il sonno come arma, dal furto alla guerra…

Il sonno come arma, dal furto alla guerra…

Era la fine degli anni Novanta quando da Camigliano, paesino alle porte di Lucca, salivano alla ribalta nazionale termini come “letargia” e il più dotto “SRI” (Stupor Idiopatico Ricorrente). La vicenda ebbe luce in cronaca come “corte del sonno“. Alla fine di indagini, sopralluoghi ministeriali, teorie, allarmi e preoccupazioni, si giunse alla conclusione processuale che gli improvvisi attacchi di sonno profondo che capitavano agli abitanti di corte Mei erano dovuti a un vero e proprio raggiro. Fu infatti condannata una donna che, secondo il giudice, somministrava di nascosto psicofarmaci in cibo e bevande. Il motivo? Assicurarsi piccoli incarichi di assistenza alla persona, proprio fra gli anziani abitanti della corte.

Non si contano le storie che narrano di un sonno indotto (già nel V secolo a.C. Clearco racconta di “letargia indotta”), anche con l’ipnosi, per compiere furti o addirittura per asportare organi da rivendere al mercato nero. Ma da tempo immemore il sonno è usato come arma, anche come arma di guerra…

La privazione del sonno (o veglia forzata) è un antico sistema di tortura usato per scoprire i segreti dei nemici. Ma… il sonno va in guerra con i soldati; e qualcuno lo considera un ostacolo alle mire di conquista e ai pericoli della battaglia. Ecco allora che numerosi esperimenti sul sonno – almeno così si narra – sono stati condotti sui soldati, fino ad arrivare alla più recente commercializzazione della “pillola che cancella il sonno”, testata da militari che sono riusciti a non dormire per 96 ore di fila.

Attenzione però: al di là delle rassicurazioni di chi produce farmaci anti-sonno, non dormire può provocare danni gravissimi e generare allucinazioni. La storia più inquietante (e meno credibile) che circola sul tema, arriva dalla Russia. Si narra che negli anni Quaranta un gruppo di scienziati al servizio dell’esercito, rinchiuse in una stanza alcuni prigionieri politici e tenendoli svegli per 2 settimane grazie alla diffusione di un gas stimolante. Quello che successe fu un vero incubo…

In ultimo, ma non meno importante, ci sono gli effetti della guerra sul sonno. Alcuni scienziati hanno definito una Gulf War Illness (Sindrome da Guerra del Golfo) che comprende anche diversi disturbi legati al dormire.

Il consiglio che possiamo dare è uno solo: amate il vostro sonno, non fategli la guerra e possibilmente non fate la guerra a nessuno. Meglio dormire che combattere 😉

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