Il sonno bifasico

Il sonno bifasico

E se ciò che ci hanno sempre raccontato sul sonno, che è necessario dormire 8 ore di fila fosse sbagliato? Abbiamo già parlato in passato del sonno polifasico, è giunto il momento di approfondire il sonno bifasico, che consiste nel dividere in 2 slot da 4 ore il tempo da dedicare al sonno.

 

Il sonno bifasico

Numerosi autori tra cui lo storico americano A. Roger Ekirch, autore del libro “At Day’s Close: Night in Times Past” (in italiano “Quando il giorno finisce: Storia della Notte“), affermano che prima della rivoluzione industriale le ore di riposo notturne fossero diversamente distribuite. A quanto pare i nostri antenati si svegliavano nel cuore della notte per svolgere alcune attività e poi tornavano a letto. Il sonno bifasico era distribuito in un lasso di tempo di 12 ore: complice l’assenza di illuminazione elettrica, la giornata terminava al tramonto e si andava a dormire subito dopo il calare del sole, dopo un sonno di circa 4 ore ci si svegliava per svolgere alcuni lavori e si tornava a dormire altre 4 ore, fino al sorgere del sole.

 

L’illuminazione notturna e la fine del sonno bifasico

Le cose iniziarono a cambiare con l’avvento dell’illuminazione notturna nelle città. Alla fine del ‘600 Parigi, per esempio, fu la prima città ad avere le strade interamente illuminate alla sera. La luce portò un lento e radicale mutamento nelle abitudini di vita urbana, si iniziava a vivere la notte, il tramonto non era più un limite e il “far tardi” divenne un’abitudine normale e simbolo di uno stile di vita alla moda. Dal XVIII secolo in poi la vita notturna nelle grandi metropoli prese piede e l’uomo moderno abbandonò lentamente il sonno bifasico.

 

L’inquinamento luminoso

Con l’illuminazione notturna nacque un altro tipo di problema: l’inquinamento luminoso. L’assenza di buio condiziona in maniera negativa i ritmi circadiani limitando la produzione di melatonina, con il risultato che il cervello resta sempre sveglio e i disturbi del sonno aumentano.

 

Qual è il sonno naturale?

Il sonno è strettamente legato al naturale alternarsi di luce e buio. In assenza di stimoli artificiali, regolato solo dal sorgere e tramontare del sole il nostro corpo sarebbe naturalmente portato a dormire alcune ore, svegliarsi e poi riaddormentarsi, almeno così afferma Ekirch. Conferma di ciò sarebbe una delle forme più comuni d’insonnia, ovvero quando ci si sveglia nel cuore della notte e non si è più in grado di riprendere il sonno. Quello che solitamente viviamo come un disturbo in realtà altro non sarebbe che l’istinto naturale che timidamente si fa avanti.

 

Il sonno bifasico aveva una funzione evolutiva?

Resta tuttavia un interrogativo, perché il sonno era bifasico?

Probabilmente svegliarsi nel cuore della notte serviva a svolgere attività di grande importanza per la sopravvivenza come sorvegliare gli insediamenti e tenere sempre acceso il fuoco, oppure attività “spirituali” come la preghiera rituale.

Quindi se vi capita di svegliarvi nel bel mezzo della notte, anziché rigirarvi nervosamente nel letto dedicatevi a qualche attività quali la lettura, la meditazione o la preghiera.

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