Est-Ovest: il Jet Lag è diverso?

Est-Ovest: il Jet Lag è diverso?

Quando si viaggia a lungo e si attraversano almeno un paio di fusi orari, può accadere di sentirsi addosso uno strano malessere, una sonnolenza diffusa, uno straniamento generalizzato. Questo è il jet lag, o come dicono gli specialisti “disincronosi circadiana“. Una versione più soft e meno persistente è la “travel fatigue“, una stanchezza da viaggio che può verificarsi anche senza attraversare fusi orari.

Il jet lag si verifica a causa della desincronizzazione dei ritmi di sonno-veglia che scombussola l’organismo e la mente.

Ma… viaggiare verso Est o verso Ovest è la stessa cosa o c’è una direzione in cui il jet lag ha effetti meno significativi?

Incredibile ma vero, spostarsi lungo la Terra a destra o a sinistra non è la stessa cosa! A definire gli effetti dei viaggi Est-Ovest e Ovest-Est una funzione matematica elaborata grazie a uno studio pubblicato sulla rivista AIP Chaos. Secondo i ricercatori viaggiare verso Est porta a sintomi da jet lag più pesanti, questo sarebbe da ricondurre all’attività di speciali cellule dell’ipotalamo, che sono più rapide ad allungare il ritmo circadiano (situazione che si verifica andando verso Ovest) piuttosto che ad accorciarlo. Viaggiare verso Ovest significa “tornare indietro” nel tempo, allungando così la giornata; viaggiare in direzione Est comporta invece una diminuzione della giornata, ci si avvicina cioè all’ora di andare a letto (quando in Italia è pomeriggio a Pechino si lavano i piatti della cena).

Se addentrarsi nelle formule, che indicano con esattezza tempi di recupero a seconda di quanti fusi orari si attraversano (e in quale direzione), è cosa assai complicata, limitare i danni del jet lag è possibile in modi più accessibili.

La melatonina, ormone prodotto dalla ghiandola pineale, è da sempre il toccasana per i viaggiatori transcontinentali grazie alla sua capacità di regolare i ritmi sonno-veglia. Anche esporsi al sole nella località di arrivo può aiutare la ghiandola pineale ad adattarsi meglio, considerato che la retina trasmette (via ipotalamo) l’informazione che è giorno. Bere molta acqua in volo aiuta a limitare i sintomi del let lag, sintomi che la pressurizzazione degli arei tende invece ad accentuare.

Tutto inutile però se il materasso non è all’altezza!

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