Dormire sotto il livello del mare

Dormire sotto il livello del mare

Non sempre è facile dormire quando si è in vacanza, almeno nelle prime notti. Il letto diverso, l’euforia del viaggio, l’altitudine della montagna o la calura estiva alle latitudini marine, possono contribuire a tenere svegli grandi e piccini.

Ma… come si dorme sotto il livello del mare?

Se si esclude la remota possibilità di discendere da una stirpe di sirene o di avere budget a sufficienza per potersi permettere un pernottamento negli stravaganti hotel subacquei, ci sono 2 modi per dormire sotto al livello del mare, entrambi legati a specifiche professioni.

 

Dormire in un sottomarino

Rumore fisso, odore di olio per motori, puzza di sudore, caldo, spazi ristretti, brande scomode e condivise… dormire in sottomarino è terribilmente difficile e infatti solo in pochi sono in grado di vivere e lavorare in un ambiente del genere. La mancanza di luce solare fa perdere il normale ritmo veglia/sonno (che si riduce a blocchi da 18 ore), la carenza di ossigeno (ridotto per minimizzare il rischio di incendi) fa percepire una  grande stanchezza… insomma il sonno dei sommergibilisti è davvero un incubo!

 

Come dormono gli altofondalisti

L’altofondalista è colui che lavora sott’acqua ad alte profondità, il suo lavoro consiste nel completare connessioni elettriche o tubazioni che uniscono isole, terre e continenti. È sempre l’altofondalista a intervenire quando ci sono da recuperare reperti archeologici sul fondo del mare. Si tratta di un lavoro duro e rischioso, che comporta la permanenza in quota negativa per periodi piuttosto lunghi.

Anche qui il rischio incendio è altissimo, tanto che olio, zucchero, borotalco e tessuti sintetici sono assolutamente vietati perché possono bruciare con estrema facilità. Negli alloggi la pressione è molto alta e dormire diventa quindi un’impresa che solo un ridotto numero di veri e propri iron-man riesce a portare a termine mantenendo l’equilibrio psico-fisico. Per chi fa questa professione gli ostacoli al buon riposo sono anche altri: il rumore del sistema  che filtra il gas all’interno, forte, costante e sfiancante; il movimento dovuto al rollio della nave e alla forza delle onde; la continua tensione – come detto si tratta di un lavoro molto rischioso – per cui questi professionisti del mare sono sempre in all’erta e sanno che un minimo rumore può significare un problema a cui è necessario reagire con tempestività.

Per gli uni e per gli altri, avere un materasso comodo, totalmente ignifugo e in grado di regolare la temperatura corporea può fare la differenza non solo in termini di performance lavorativa ma soprattutto di qualità della vita.

Se alla prima notte di vacanza non vi addormentate, pensate quindi a chi, sotto il livello del mare, ha difficoltà di sonno decisamente meno piacevoli e provate a chiudere gli occhi; il disagio sarà sicuramente relativo.

 

Saturation Divers

Photo by Gabriele Pirrera

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