47: morto che parla!

47: morto che parla!

Sarà capitato a tutti di assistere a un dialogo simile a questo: “Stanotte ho fatto un sogno” – “Hai giocato i numeri?”.

Ma cosa significa?

Esiste un legame antico fra sogni e numeri che affonda le sue radici nella Kabbalah, ovvero quell’antica scienza tramandata dai mistici che studia il legame fra l’universo e il numero e secondo la quale ogni cosa, reale e non, risponde a determinate cifre.

Riscoperta nel Rinascimento da personaggi quali Paracelso e Pico della Mirandola in seguito alle traduzioni di testi ebraici, arabi e greci, la Kabbalah o Cabala si diffonde rapidamente, perdendo gran parte del suo substrato esoterico.

Nel 1617 a Genova viene introdotto il “gioco del seminario” – che poi diventerà il “Lotto” – gioco a estrazione di 90 numeri. Per indovinare e vincere si diffonde l’abitudine di utilizzare le corrispondenze della Cabala, divenuta ormai espressione di una cultura popolare decisamente più pragmatica. Da allora il legame sogno–numero–giocata sarà indissolubile dando origine alla cosiddetta Smorfia.

La Smorfia altro non è se non un dizionario in cui a ogni vocabolo corrisponde un numero da giocare. Una curiosità: pare che il termine “Smorfia” derivi proprio da Morfeo, a rafforzare il legame fra sogni e vincite al gioco. La Smorfia è per tradizione legata alla città di Napoli ma esistono molte smorfie locali legate ad altre città: la Smorfia siciliana, la livornese, la marchigiana e la romagnola.

Alcuni numeri celebri della Smorfia:

  • 5 > la mano
  • 15 > l’ubriaco
  • 47 > un defunto che ci parla (e che magari rivela i numeri da giocare)
  • 90 > la paura.

E voi, cosa avete sognato la notte scorsa?

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